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5/10/1984
Si arriva talvolta in certi punti della vita in cui non si sa più come comportarsi. Eccomi qui, io ci sono arrivato in pieno e il casino è effettivamente totale. Mi dibatto in un mare di domande, e poi annego in un mare di risposte, incapace di dare un significato alle cose più essenziali. Ma, il significato giusto, o quello che io ritengo di dare? Ecco, mi sono invischiato ancora. Ma dove sono? Che faccio? Ahio... Alle dieci di sera, fra un bicchiere e l'altro, ascoltando musica antidiluviana, mi sono perso in un orrenda crisi di coscienza, pervasa di problemi esistenziali. Ma come si fa, dico, come si fa a porsi simili quesiti, se poi non ci si capisce niente. Ci vorrebbe un bicchiere, un altro bicchiere... Ma no, ma no, creo solo confusione, dov'ero? Ah, mi stavo ponendo per l'ennesima volta il problema dell'esistenza, il peso, direi, che mi porto dietro da un po'. Così è, si arriva a un certo punto della vita in cui si comincia ad avere qualche dubbio... oddìo, io qualche dubbio l'ho sempre avuto, ma allo stato attuale tutto si accentua, prende forma insieme ad antichi fantasmi, e si crea una confusione di quelle... Mi trovo perso non in una crisi normale, ma in una disperazione. Vago, incerto, i pensieri sfrecciano sull'aria, la mente vola ad alta quota cercando un qualche appiglio, ma continuo a vacillare, precipitando, ma forse è solo un impressione... I desideri che spuntano, le idee nuove si accavallano sulle vecchie, già impolverate e ancora irrealizzate; i sogni si accrescono, caspita, i sogni! Ne ho un armadio pieno! Quanti sogni, ho dovuto sistemarne nei cassetti, in soffitta, nella libreria, fra le scartoffie. I sogni. Ci sono tutti, i sogni più vari, audaci, strani, speranzosi, atroci; quelli realizzati, quelli riusciti in parte, e ahimé, triste maggioranza, quelli impossibili, improbabili, mai avverati. E tanti altri si affollano, premono, dove metterli? Credo di aver creato ormai una miriade di stupidaggini, per non dire che si tratta di boiate tremende. L'unica via di salvezza è la fine, o no? Abbiamo ancora un po' di tempo, e allora parliamone, vediamo di addentrarci nel problema. Manca la volontà di fare qualcosa, di buttarsi nella mischia, gli ideali resistono, forse sono l'unica cosa che regge ancora bene. Il fondo della coscienza è affondato... Ascolto un brano di musica classica, un interminabile preludio wagneriano. Dolce, calmo, mosso solo quando è necessario, bello, ondulato, come un largo fiume che si avanza placido, armonioso, e questo si addice al mio spirito di stasera; l'intersecarsi dei maestosi ma umili canti e controcanti mi induce a contemplare... Guardo fuori dalla finestra, il cielo stellato, la luna. Riconosco qualche pianeta, ripenso al tramonto. Mi immagino l'alba che tra poche ore aprirà un nuovo giorno, uno spettacolo di affascinante bellezza, sublime, come una bella donna. La nascita di un nuovo giorno, che rappresenterà certo l'evolversi della natura, ma che per me segnerà un altro anello di quella catena che mi opprime e mi trascina nel baratro di una disperata vita senza sbocchi, senza fondo, per ora... Finché non verrà un altra sera. Un altro oblio, e sogni, sempre, eterni, trascinanti, per dimenticare, o forse per ricordare meglio... La notte... Con i suoi pensieri, le sue fantasie che proseguono implacabili, dando tregua ed oppressione a l'anima... La notte... Il piacere è... il piacere della notte... Mah! Beviamoci su!
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Vincentis ™
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