Antonio Salieri

 

MOZART e SALIERI

 

Ad Antonio Salieri e a Mozart fu attribuita un'accesa rivalità che forse mai esistette nella realtà. Ai giorni nostri tale rivalità è tornata all'onore delle cronache grazie ad un film del 1984 (Amadeus).

Nel corso degli anni nacque e si diffuse la leggenda secondo cui Mozart sarebbe stato avvelenato, per gelosia, dal compositore Antonio Salieri. Questa diceria, priva di fondamento, ha ispirato diversi artisti nel corso dei secoli.

Il poeta e scrittore russo Aleksandr Sergeevic Puskin credette a queste voci, e nel 1830 scrisse Mozart e Salieri (precedentemente intitolato Invidia), un brevissimo dramma in versi, in cui un Salieri roso dalla gelosia commissiona all'odiato rivale Mozart un Requiem, con l'intento di rubarglielo, una volta avvelenato, e spacciarlo per suo. Per la trovata, l'autore russo si ispirò probabilmente al fatto che il Requiem di Mozart fu commissionato dal conte Franz von Walsegg, che infatti voleva spacciarlo per proprio durante le esequie della propria consorte.

In merito all'opera di Puškin si è detto: « Se Salieri non ha ucciso Mozart, di sicuro Puškin ha ucciso Salieri »

Nel 20° secolo, il drammaturgo Shaffer scrive un dramma sulla presunta rivalità tra i due musicisti, e nel 1984 il dramma di Shaffer viene portato al cinema da Miloš Forman con Amadeus, dove però vengono ammorbiditi i lati negativi del personaggio di Salieri: anche se nella versione rimasterizzata del film del 2002 verranno ripristinate alcune scene "forti", il Salieri cinematografico (interpretato superbamente da F. Murray Abraham che vinse l'Oscar per il miglior attore) è decisamente meno "negativo" di quello del dramma di Shaffer, e per sua decisione dato che il drammaturgo cura anche la sceneggiatura del film.

A proposito di questo film, c'è da dire che, a prescindere dalla "storia" pretestuosa della rivalità e dell'assassinio di Mozart da parte di Salieri, è un film bellissimo, molto ben fatto, con un ottima sceneggiatura, e permeato splendidamente dalle immortali musiche di Mozart.

 

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© Marco De Vincentis 2008